FOREX – analisi di medio periodo sui cambi major

Ecco la panoramica dei cambi major sui grafici giornalieri di medio periodo, aggiornati alla chiusura di venerdì sera.

EURUSD

Prosegue la fase di lateralità del cambio, principale, che nelle ultime 3 sedute è rimasto ingabbiato in un box di congestione attorno al 50% di ritracciamento rispetto al lungo swing rialzista che va dall’inizio di settembre alla fine di ottobre. La permanenza del cambio su questo livello chiave, che notoriamente costituisce uno spartiacque tra l’inversione di trend e il proseguimento, non ci stupisce particolarmente, così come l’iniziale falso breakout ribassista del 7-8 novembre che aveva portato a segnare nuovi minimi attorno al livello figura 1,330. Aspettiamo nei prossimi giorni la rottura di tali minimi per una conferma della possibile inversione al ribasso, o più probabilmente un superamento della soglia del 38% in area 1,3550 per una ripresa dell’uptrend.

GBPUSD

Il cable ha disegnato in poche settimane due perfetti swing tra il doppio massimo in area 1,6250 e il doppio minimo in area 1,5920. Successivamente ha segnato un massimo inferiore 1,6115 e ha concluso l’ottava con un tentativo di rottura di tale livello, non riuscito. Questa zona di ampia lateralità potrebbe essere una fase di accumulazione prima di una ripresa del grande movimento rialzista che accompagna la sterlina da questa estate. Aspettiamo il superamento del livello 1,620 per dare una conferma di questo scenario.

USDJPY

Tra tutte le valute, lo yen è quella che sta mostrando la maggiore lateralità di lungo periodo, ben descritta da un cuneo di compressione di volatilità sul grafico di lungo periodo (settimanale). Spostando la nostra analisi sul medio periodo (giornaliero) emerge l’importanza della resistenza statica 100,50 che ha rappresentato una barriera insuperabile per il movimento rialzista. In queste condizioni, conviene impostare un’operatività di tipo swing trading tra i livelli di massimo e minimo multiday finché la coppia non dimostrerà una chiara impostazione direzionale.

USDCAD

Impostazione rialzista per il looney, che continua a segnare minimi crescenti e massimi crescenti. La recente chiusura sui minimi della settimana potrebbe costituire una buona occasione per un ingresso long a favore di trend, purché confermata da qualche pattern candlestick di ripresa dell’uptrend e di inversione di breve periodo.

AUSDUSD

Ingabbiato in una zona di congestione rettangolare tra 0,9370 e 0,9280, l’aussie sembra aver interrotto il trend ribassista ri breve periodo che aveva avuto origine dal massimo assoluto del 23 ottobre a 0,9758. I minimi sono appoggiati su un supporto di medio periodo costituito da un livello statico importante a livello multiday, che potrebbe fare da base ad un ampio testa e spalle ribassista. La rottura di questo livello di supporto potrebbe proiettare il dollaro australiano sotto 0,90 contro il dollaro USA nel giro di poche settimane.

NZDUSD

Dall’inizio di settembre al 22 ottobre il kiwi ha segnato un chiaro movimento rialzista, interrotto solamente da una breve fase di correzione laterale a inizio ottobre, che non è riuscita però a violare l’impostazione rialzista di fondo. Successivamente il grafico ha disegnato un massimo inferiore compreso tra due minimi decrescenti, tracciando così la spalla destra di un testa e spalle ribassista. Questa figura grafica, se confermata da una rottura decisa della neckline (spesso seguita da un movimento di re-test della neckline stessa dal basso in funzione di resistenza) proietterebbe il cambio ad una target intorno al livello 0,7830, ottenuto proiettando l’altezza della testa a partire dalla neckline stessa.

*******************************
Se vuoi ricevere maggiori informazioni sulle tecniche e le strategie descritte in questi articoli, oppure chiarimenti didattici sul trading su indici, forex e commodities, invia una mail a info(at)diarioditrading.it
e ti risponderemo.

FOREX – primo target raggiunto su GBPCAD

L’operazione long aperta martedì 12 sul livello 1,6690 ha già raggiunto il primo target 1,6820 (130 pips) e abbiamo così liquidato mezza posizione. Alziamo lo stop in pareggio sulla restante mezza posizione, con un possibile trailing stop in profit sul livello 1,6720 e attendiamo il raggiungimento del target successivo, posizionato sul livello 1,6950.

*******************************
Se vuoi ricevere maggiori informazioni sulle tecniche e le strategie descritte in questi articoli, oppure chiarimenti didattici sul trading su indici, forex e commodities, invia una mail a info(at)diarioditrading.it
e ti risponderemo.

FOREX – Aggiornamento portafoglio

Non ci sono stati grandi movimenti nel portafoglio forex unplugged dall’inizio della settimana. Le operazioni aperte venerdì 8 sono ancora in posizione, e a queste si è aggiunto l’ingresso su GBPCAD di martedì 12. Ora viene la parte più difficile del trading, cioè l’attesa. In questo momento, non c’è niente da fare se non aspettare, eventualmente aggiornando gli stop loss con un trailing dinamico: su GBPCAD per esempio ho già spostato lo stop a breakeven.

Ecco la sintesi delle posizioni aperte.

Il rischio complessivo del portafoglio è pari 1 5,5% per un target complessivo pari al 17%, con un rapporto risk-reward globale superiore a 3. Tutti i valori sono sempre riferiti ad una liquidità di 5000€ con un rischio massimo di 2% per singola operazione.

*******************************
Se vuoi ricevere maggiori informazioni sulle tecniche e le strategie descritte in questi articoli, oppure chiarimenti didattici sul trading su indici, forex e commodities, invia una mail a info(at)diarioditrading.it
e ti risponderemo.

FOREX – ingresso long GBPCAD

Ieir sera si è presentato un buon segnale di ingresso long sul cross GBPCAD. La giornata di martedì stava disegnando un hammer con shadow inferiore, quindi un pattern di ingresso buy. Non era bellissima come figura, ma abbastanza valida come segnale operativo perchè rispetta 3 regole fondamentali:
-segnala una inversione dopo un movimento correttivo (trend di breve)
-la direzione è favorevole al trend di medio periodo su grafico daily
-la chiusura di candela non viola al ribasso la EMA50

Ho inserito un ordine BUY a mercato 1,6690 dato che il prezzo si trovava già sul 50% del pattern, splittando l’ingresso in due operazioni, entrambe con stop loss 1,6620. La prima ha un take profit 1,6820 sul precedente massimo di swing, la seconda 1,6950 sul massimo assoluto. Il risk-reward di questa operazione è molto favorevole: 1,9 nel primo ingresso e 3,7 nel secondo.

Schermata 11-2456610 alle 11.15.19

*******************************
Se vuoi ricevere maggiori informazioni sulle tecniche e le strategie descritte in questi articoli, oppure chiarimenti didattici sul trading su indici, forex e commodities, invia una mail a info(at)diarioditrading.it
e ti risponderemo.

Un giovedì da leoni

“….la grande mareggiata da Sud, estate 1962….”
(Big Wednesday – Un mercoledì da leoni)
Big Wednesday

Mi piace ricordare questo film, perché è uno dei più bei film che abbia mai visto. Una splendida storia di avventura, amore, amicizia, e libertà, insomma tutti i valori epici del migliore cinema americano. Ma che cosa c’entra con il forex?

C’entra, perché la giornata di giovedì sui mercati è stata un po’ come una di quelle grandi onde, quelle che arrivano solo poche volte in un anno, oppure a distanza di anni. Sono attese da tutti i surfisti, imprevedibili e sempre diverse. E non ne tornano mai due uguali. Continua a leggere

FOREX – nuovi segnali di ingresso

La giornata di ieri ha impresso forti accelerazioni direzionali alle principali coppie valutarie, in parte riassorbite nel corso della correzione che si è sviluppata nelle ore della sessione americana. Questo movimento ha generato diversi segnali di ingresso a favore di trend secondo i pattern della tecnica forex unplugged, perciò il portafoglio si ricostruisce con nuove operazioni a mercato e nuovi ingressi pending.

GBPUSD long (hammer rialzista) = pending
USDCHF short (hammer ribassista) = a mercato
USDCAD long (bullish engulfing) = pending
EURCAD long (hammer rialzista) = a mercato
CADHCF short (doji ribassista) = pending

Attenzione, 4 di queste operazioni sono correlate, perché coinvolgono CAD e CHF, quindi sono rischi non indipendenti. Nei grafici seguenti sono indicati i livelli di ingresso stop e target, i pattern sono evidenziati in azzurro.

Continua a leggere

FOREX – la frustata dello yen scuote il portafoglio

Il vero protagonista di ieri è stato USDJPY, non EURUSD. Infatti con l’esplosione di volatilità scaturita ieri alle 14:30 dopo l’intervento della BCE che ha tagliato (a sorpresa, secondo la maggioranza degli analisti) i tassi di interesse, il cambio principale EURUSD ha disegnato un movimento a uncino, mentre USDJPY una specie di Z rovesciata. Si osserva bene affiancando i due grafici.EURUSD vs USDJPY

Dopo la conferenza stampa di Draghi EURUSD ha innescato un movimento molto direzionale, coprendo rapidamente 2 figure al ribasso (segmento rosso) nella direzione del trend di breve periodo da inizio settimane, per poi ritracciare di circa il 50% (segmento blu). La risultante di questo movimento è un ribasso netto, dimezzato dal ritracciamento successivo.

Il cambio USDJPY invece ha dato una frustata molto più brusca e ha dapprima accelerato di 1 figura al rialzo fino a 99,49 (primo segmento blu), uscendo dal triangolo di congestione che lo imprigionava da settimane, poi ha invertito con decisione la rotta e ha disegnato quasi 2 figure di ribasso fino a 97,60 (segmento rosso), per poi ritracciare nuovamente al rialzo (secondo segmento blu) e chiudere amleticamente sui livelli centrali della zona di congestione. Una classica “frustata”, con un duplice movimento di espansione, che si estende prima al rialzo e poi al ribasso rispetto alla media della fase laterale, per poi acquattarsi nuovamente sui livelli di incertezza.

Continua a leggere

FOREX – 2 stop loss nella tempesta EURUSD

Oggi dopo le 14 è partito un forte movimento di vendite sull’euro e acquisti sul dollaro, per l’effetto congiunto dei buoni dati macro in arrivo dagli USA (GDP superiore alle attese) e della conferenza stampa della BCE, che ha tagliato i tassi di 0,25%.

Come conseguenze sono scattati gli stop loss su due posizioni long aperte a inizio settimana su EURUSD e EURCAD. Continua a leggere

USDJPY: una bomba ad orologeria

Lo Yen ha sempre avuto il ruolo di valuta di finanziamento per il carry trade, cioè per indebitarsi in JPY a tassi bassissimi e acquistare altre valute che fornivano tassi di interesse più alti, quali ad esempio il dollaro australiano. In questo modo lo yen fungeva da termometro della risk aversion dei mercati, quando si preferiva il rendimento offerto dalla liquidità ai rischi connessi con il mondo equity.

Tutto questo ha visto un brusco cambiamento con l’avvento della Abenomics a inizio 2013, cioè quelle misure drastiche adottate dal Primo Ministro del Giappone, Shinzo Abe, per fare fronte alla decennale depressione economica. Questi provvedimenti hanno portato ad una svalutazione della valuta nipponica di quasi il 30% in un anno, da 77 a più di 100 yen per un dollaro USA. Una misura drastica, richiesta per sostenere le esportazioni del Paese e farlo uscire dalla recessione che lo aveva colpito.

Nella storia dei cambi finanziari, capita di frequente che l’intervento di una Banca Centrale sposti il livello di equilibrio dei cambi, o imprima una tendenza attraverso la leva dei tassi di interesse. In questo caso però osserviamo uno strano fenomeno, che ci fa dubitare che il cambio USDJPY abbia raggiunto un nuovo punto di equilibrio, anzi al contrario potremmo essere alla vigilia di una esplosione valutaria.

Continua a leggere